Autismo: approvata la prima legge italiana, ma Ŕ senza fondi

Roma - La norma tanto attesa finalmente è realtà: è stata approvata oggi la prima legge nazionale sull’autismo. La commissione Igiene e Sanità del Senato, in terza lettura e in sede deliberante, ha dato il via libera al disegno di legge. Non sono però stati stanziati dei fondi ad hoc, ragione per la quale molti credono che poco cambierà.

Che cosa prevede la norma

La norma fissa l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza dei trattamenti per l’autismo, l’aggiornamento delle linee guida per prevenzione, diagnosi e cura, oltre alla ricerca. Inoltre, la legge prevede l’aggiornamento delle linee guida per la prevenzione, la diagnosi e la cura e interviene sulla necessità di fare più ricerca, ma senza stanziare fondi aggiuntivi a carico dello Stato.

I punti fondamentali

Assistenza anche in età adult a: la legge prevede l’aggiornamento triennale delle Linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza dell’assistenza, estendendole non solo alla vita del bambino e del ragazzo autistico, ma anche all’adulto. L’obiettivo è il miglioramento delle condizioni di vita, attraverso un inserimento nella vita sociale e lavorativa delle persone con disturbi dello spettro autistico.

Prestazioni sanitarie gratuite o con ticket: la legge dispone che l’autismo sia inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), il che fa sì che le prestazioni sanitarie siano garantite ai cittadini affetti da disturbi dello spettro autistico gratuitamente o con il pagamento di una quota del ticket sanitario, così da garantire una diagnosi precoce e cure personalizzate senza disparità fra le Regioni. Le Regioni che non garantiranno gli interventi adeguati non accederanno ai finanziamenti integrativi nell’ambito del riparto del Fondo sanitario.

Ricerca: la legge impegna il ministero della Salute a promuovere la ricerca sia biologica che genetica sulle cause dell’autismo, estendendola anche alla riabilitazione e all’inserimento del soggetto nella vita sociale.

La questione dei fondi

«La legge appena approvata dalla Commissione Sanità del Senato non è risolutiva per le famiglie con bambini autistici. La maggioranza, dopo essersi riempita la bocca di belle parole e false promesse, alla fine ha deciso di fare una legge a costo zero, senza stanziare fondi nemmeno per la ricerca. Così oggi ci ritroviamo con un provvedimento pieno di buoni propositi, ma insufficiente nei contenuti e nei risultati e per questo in Commissione abbiamo scelto di astenerci. Si è persa un’occasione preziosa per aiutare davvero le 368mila famiglie coinvolte dal problema dell’autismo», affermano le senatrici del M5S Manuela Serra e Paola Taverna.

Le reazioni

Obbligo di diagnosi precoce, formazione nelle facoltà di Medicina così come per gli insegnanti di sostegno, ma soprattutto «una linea separatrice netta tra trattamenti scientificamente efficaci da quelli inefficaci». Secondo Gianluca Nicoletti, giornalista e autore di due libri sulla sua esperienza di padre di un ragazzo autistico, sono questi i principali punti che mancano nella legge sull’autismo approvata dal Parlamento. Una legge, specifica, «che non mette all’indice gli sciamani che speculano su questo problema e non propone soluzioni ma fotografa una realtà senza prendere posizione definita». E aggiunge: «Vorrei capire meglio se dopo l’approvazione saranno ancora finanziati con soldi pubblici trattamenti riconosciuti inefficaci dall’Istituto Superiore di Sanità»

Non si prevede inoltre, specifica, «l’introduzione del test di diagnosi precoce negli asili nido entro 18 mesi di vita». Tante le domande senza risposta per Nicoletti che ribadisce «chi ha un figlio autistico non si accontenta di un riconoscimento formale ma vuole risposte concrete». A partire dai numeri. In Italia ancora non è stato fatto uno studio sulla prevalenza dell’autismo «quindi i numeri che abbiamo sono ipotetici e la legge non dice da nessuna parte che dobbiamo capire quanti siano».

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